Quando il passato continua a vivere nel presente

Perché alcuni ricordi fanno ancora male dopo tanti anni?

“Sono passati dieci anni, eppure quando ci penso è come se fosse successo ieri.”

Molte persone credono che il tempo guarisca automaticamente tutte le ferite.Purtroppo non è sempre così.

Ci sono esperienze che, anche dopo molti anni, continuano a provocare emozioni intense, immagini intrusive o una sensazione di disagio difficile da spiegare. Non significa essere deboli. Significa che quel ricordo, per qualche motivo, non è stato ancora elaborato completamente dal cervello.

Che cos’è un trauma?

Quando sentiamo la parola trauma immaginiamo subito incidenti, guerre o catastrofi. In realtà il trauma può assumere forme molto diverse. Può essere un lutto improvviso, una separazione dolorosa, episodi di bullismo, una relazione manipolativa, violenza psicologica, fisica o sessuale, ma anche situazioni ripetute nel tempo in cui ci siamo sentiti impotenti, non protetti o costantemente svalutati.

Non è l’evento in sé a determinare il trauma. È il modo in cui il nostro cervello e il nostro sistema nervoso sono riusciti (o non sono riusciti) a elaborarlo.

Perché quel ricordo è ancora così vivo?

Normalmente il cervello archivia le esperienze come fossero pagine di un libro. Possiamo ricordarle senza riviverle. Quando invece viviamo un’esperienza particolarmente intensa, questo processo può interrompersi.

Il ricordo rimane “congelato” insieme alle emozioni, alle sensazioni fisiche e alle convinzioni nate in quel momento. Per questo, anche dopo molti anni, basta un odore, una frase, un luogo o una situazione simile perché il corpo reagisca come se il pericolo fosse ancora presente.

Non è solo un ricordo

Molti pazienti raccontano:

“So razionalmente che è finita, ma il mio corpo reagisce ancora.”

È una frase molto importante. Perché il trauma non riguarda soltanto la memoria. Coinvolge il sistema nervoso.

Per questo possono comparire improvvisamente:

  • ansia;
  • tachicardia;
  • difficoltà a fidarsi degli altri;
  • ipervigilanza;
  • senso di colpa;
  • vergogna;
  • evitamento di persone o situazioni.

Sono reazioni che spesso vengono interpretate come un problema caratteriale, quando in realtà rappresentano il modo in cui il cervello cerca ancora di proteggersi.

Che cos’è l’EMDR?

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è un approccio psicoterapeutico utilizzato in tutto il mondo per il trattamento dei traumi e delle esperienze emotivamente difficili.

Attraverso protocolli strutturati e una stimolazione bilaterale, aiuta il cervello a riprendere quel processo di elaborazione che si era interrotto. L’obiettivo non è cancellare il ricordo.

Il ricordo rimane.

Ciò che cambia è il peso emotivo che continua ad avere nella vita della persona.

Molti pazienti descrivono questa esperienza con una frase molto semplice:

“Lo ricordo ancora, ma finalmente non mi fa più male come prima.”

Quando è utile chiedere aiuto?

Se ti accorgi che un evento del passato continua a influenzare il presente, le relazioni, il lavoro o il tuo benessere emotivo, non significa che dovrai conviverci per sempre. La psicoterapia permette di comprendere ciò che è accaduto e di aiutare il cervello a elaborare esperienze che, fino a oggi, sono rimaste bloccate.


Il passato non può essere cambiato. Il modo in cui continua a influenzare la tua vita, invece, può cambiare.

Roberta Biondi
Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale
Sessuologa Clinica
EMDR II

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