Prima lo desideravo continuamente. Adesso, invece, mi sembra quasi un pensiero lontano.”
È una delle domande più frequenti che ricevo come psicoterapeuta e sessuologa.
Molte persone arrivano in studio spaventate. Temono che il loro rapporto sia finito, di non amare più il partner o che ci sia qualcosa di “sbagliato” in loro.
La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non è così.
Il desiderio sessuale non è un interruttore che si accende o si spegne.
È il risultato di un equilibrio delicato tra corpo, mente, emozioni e qualità della relazione.
Il desiderio cambia nel corso della vita
Ci hanno spesso insegnato che una coppia felice dovrebbe desiderarsi sempre con la stessa intensità.
La realtà è molto diversa.
Il desiderio evolve.
Può cambiare dopo una gravidanza, durante periodi di forte stress lavorativo, nei momenti di maggiore responsabilità familiare, dopo un lutto, una malattia o semplicemente con il passare degli anni.
Non significa necessariamente che l’amore sia finito.
Significa che la sessualità sta cercando un nuovo equilibrio.
Il carico mentale spegne il desiderio
Uno degli aspetti più sottovalutati riguarda il cosiddetto carico mentale.
Quando la mente è costantemente occupata da impegni, lavoro, figli, casa, responsabilità economiche e preoccupazioni, diventa molto più difficile lasciare spazio al desiderio.
Per molte persone la difficoltà non è “non avere voglia di fare sesso”.
È non riuscire mai a sentirsi davvero rilassate.
Il desiderio, infatti, ha bisogno anche di tempo, sicurezza e disponibilità emotiva.
Non tutti provano il desiderio nello stesso modo
Una delle scoperte più importanti degli ultimi anni in sessuologia è che il desiderio non nasce sempre spontaneamente.
Molte persone aspettano di sentire improvvisamente “la scintilla”.
Quando questo non accade, pensano di avere un problema.
In realtà esiste anche il desiderio responsivo.
È quel desiderio che nasce dopo l’inizio dell’intimità, delle carezze, della vicinanza e del sentirsi emotivamente connessi.
È una modalità assolutamente normale, soprattutto nelle relazioni di lunga durata.
Capire questa differenza permette spesso di ridurre molta ansia e molti sensi di colpa.
Quando il sesso diventa un dovere
Il desiderio fatica a crescere quando la sessualità viene vissuta come un compito da svolgere.
Pensieri come:
“Dovrei avere più voglia.”
“Se rifiuto si arrabbierà.”
“È passato troppo tempo.”
trasformano un momento di piacere in una fonte di pressione.
E la pressione è una delle principali nemiche del desiderio.
La sessualità funziona meglio quando ci si sente liberi, accolti e non giudicati.
Quando è il caso di chiedere aiuto?
Avere periodi di minor desiderio è normale.
Lo diventa meno quando questa situazione provoca sofferenza, incomprensioni nella coppia o un progressivo allontanamento emotivo.
In questi casi parlare con un professionista può aiutare a comprendere le cause del cambiamento, senza cercare colpevoli e senza ricorrere a soluzioni semplicistiche.
Ogni persona e ogni coppia hanno una storia diversa.
Per questo anche il percorso terapeutico deve essere costruito su misura.
Una cosa importante da ricordare
Avere meno desiderio non significa amare meno.
Molto spesso significa semplicemente che il corpo e la mente stanno chiedendo qualcosa che, fino a questo momento, non è stato ascoltato.
La sessualità non è una prestazione da mantenere nel tempo.
È un linguaggio della relazione, e come ogni linguaggio può cambiare, evolvere e ritrovare nuovi modi di esprimersi.