Con omofobia interiorizzata intendiamo quell’insieme di sentimenti negativi (disprezzo, ansia, avversione) che gli omosessuali provano nei confronti dell’omosessualità, propria e altrui, cioè verso i sentimenti omoerotici, i comportamenti omosessuali, le relazioni tra persone dello stesso sesso, l’autodefinizione di gay o lesbica.
L’omofobia interiorizzata è frutto dell’accettazione passiva (consapevole o del tutto incosciente) da parte delle persone omosessuali, di tutti i comportamenti, i pregiudizi e le opinioni discriminatorie tipici della cultura omofoba in cui siamo immersi e incide profondamente, come agente patogeno, sul benessere delle persone omosessuali.
L’ostilità appresa, non solo nell’interazione diretta tra individui, ma anche attraverso la cultura e i media, fa sì che la formazione e l’affermazione della propria identità sessuale costituiscano per l’individuo gay e lesbica un processo estremamente impegnativo e spesso doloroso.
Nella nostra società, considerato il grado di omofobia sociale che ci circonda, atteggiamenti omonegativi da parte delle persone omosessuali in qualche periodo della propria vita sono purtroppo ricorrenti.
Gay e lesbiche possono essere poco coscienti di come l’esposizione costante alla cultura omofoba possa colpire il loro essere in modo pervasivo, incessante e a diversi livelli.
Inoltre il grado di omofobia interiorizzata varia da persona a persona, in base a fattori di diverso ordine: fattori sociali (come l’ambiente socio-culturale da cui la persona omosessuale proviene), fattori familiari (l’omofobia più o meno spiccata presente all’interno della propria famiglia di origine) e tratti di personalità. Ovviamente, in questo contesto, sono stati fattori aggravanti, almeno fino all’avvento di Internet, l’isolamento e la mancanza di informazione e di modelli positivi, che hanno impedito agli individui omosessuali di conoscere in modo adeguato il mondo circostante.
L’omofobia interiorizzata può avere un impatto profondo sull’individuo, facendolo sentire sbagliato e causando bassa autostima, difficoltà relazionali, isolamento, autoesclusione sociale, sensi di colpa, vergogna, sintomi di tipo depressivo o ansioso, angoscia e psicosomatizzazioni. Tutto ciò, nei casi più gravi, può sfociare in pensieri suicidi e attività ad alto rischio (abuso di alcool o sostanze stupefacenti, sesso non protetto, ecc).
Il primo passo per affrontare la propria omofobia interiorizzata è prendere consapevolezza della sua esistenza, essere coscienti che si tratta di una tematica fondamentale da fronteggiare. La persona omosessuale deve pertanto imparare a vedere i pregiudizi che ha metabolizzato nel corso della propria esistenza e che possono condizionare i suoi pensieri e le sue scelte di vita.
In questi casi, potrebbe essere di grande aiuto una psicoterapia ad indirizzo cognitivo-comportamentale. Tra i suoi obiettivi si pone proprio quello di aiutare il paziente a sviluppare e potenziare le proprie abilità di coping per fronteggiare l’indesiderabilità sociale e favorire l’esplorazione e l’accettazione di sé alleggerendola dal peso dello stress e del senso di colpa. Per giungere a ciò è necessario che il lavoro terapeutico si focalizzi nell’affrontare il senso di difformità dai costrutti sociali dominanti, sull’esplorazione degli stereotipi e dei falsi miti sull’omosessualità. È importante far emergere in che modo l’omofobia interiorizzata si esplica, agisce e sostiene l’individuo nel principale processo di affermazione del sé – il coming out – favorendo la ricostruzione di una immagine positiva di sé
Vuoi verificare il tuo grado di omofobia interiorizzata? Ecco alcune affermazioni tratte dalla Scala Italiana per l’Omofobia Interiorizzata (Montano et al., 2003, 2004)
- Provo sensi di colpa dopo avere fatto atti omosessuali
- Ho paura di essere giudicato negativamente dagli altri a causa della mia omosessualità
- Mi infastidiscono i gay e le lesbiche che mostrano in pubblico la loro omosessualità
- L’unica forma di famiglia accettabile è quella composta da padre, madre e figli
- Se i miei genitori mi avessero mandato in tempo dallo psicologo per curarmi, ora sarei probabilmente eterosessuale
- A volte vorrei essere eterosessuale
- A volte dico a me stesso che devo smettere di provare attrazione erotica per le persone del mio sesso
- Gay e lesbiche non dovrebbero fare i genitori
- Mi preoccupa che alcune persone possano scoprire la mia omosessualità
- Mi sentirei a disagio a essere visto/a in un locale per omosessuali